Poichè l’art. 12-bis del dcr. lgs. n. 74/2000 individua quale limite all’operatività della confisca l’appartenenza dei beni che costituiscono il profitto o il prezzo del reato a terzi estranei al reato stesso, ovvero l’indisponibilità dei medesimi in capo al reo, la declaratoria di fallimento, privando il fallito, ex art. 42 l.f., della disponibilità dei suoi beni, impedisce che questi possano essere assoggettati a sequestro penale finalizzato alla confisca per equivalente allorquando la misura venga disposta successivamente alla dichiarazione di fallimento. La disposizione richiamata impone, infatti, di considerare la disponibilità dei beni appresi dalla procedura fallimentare antecedentemente al sequestro come assorbente, trattandosi di un soggetto terzo (Cass. pen., 18 ottobre 2018, n. 45574)

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

cancella il moduloInvia